Poema Regius: una introduzione

Poema Regius: una introduzione

Il panorama storiografico incentrato sulle origini della Massoneria individua nei cosiddetti "Antichi Doveri" (Old Charges) le fondamenta documentarie della transizione dalla corporazione muratoria medievale (operativa) alla successiva istituzione speculativa. All'interno di questo corpus documentario, l'archetipo per eccellenza è rappresentato dal celebre Manoscritto Regius (noto anche come Poema Regius o Manoscritto Halliwell, catalogato come Royal MS 17 A I presso la British Library).

 

 

Dal punto di vista della critica paleografica e storica, l'opera – redatta in versi rimati in inglese medioevale (Middle English) – viene datata unanimemente dagli specialisti attorno al 1390. La sua riscoperta e identificazione in chiave muratoria si deve allo studioso non massone James Orchard Halliwell-Phillipps, che ne pubblicò il testo nel 1840, mettendone in luce lo straordinario valore: non si trattava di un mero statuto amministrativo o di un verbale giuridico esteso da funzionari regi, bensì di un testo profondamente etico e operativo concepito per i massoni da una figura interna o strettamente legata alla vita spirituale della gilda (probabilmente un chierico o un cappellano operante nell'ovest dell'Inghilterra).

La struttura del poema riflette un'affascinante stratificazione culturale, in cui la memoria tecnica del mestiere si fonde con la visione provvidenziale e teologica del tardo Medioevo. Come rileva puntualmente una densa sintesi della storica Irene Mainguy:

"Questo poema di 794 versi è il più antico testo storico conosciuto che tratta del Mestiere in Inghilterra. È dunque il primo degli Antichi Doveri o Old Charges finora conosciuti, poiché risale al 1390. È composto di diverse parti che sembrano non aver alcun legame tra loro. La più importante permette di ritrovare la struttura culturale della società giudaico-cristiana con la leggenda dei quattro santi coronati, considerati i santi patroni della costruzione e molto anticamente venerati come martiri (versi 497-534 del poema). Segue la narrazione biblica della Torre di Babele (versi 535-550). Sono quindi evocate le sette Arti liberali fondate da Euclide, con il grande risalto dato alla geometria (versi 551-576). Il testo è fortemente segnato dalla religione cattolica. Esso fa riferimento alla Trinità, alla Vergine Maria, alla morte del Cristo in croce, al Vangelo, e propone una lunga preghiera a Gesù Cristo in una esortazione sulla Messa e la maniera di comportarsi in chiesa (versi 577-692). Il Regius termina con un trattato sugli usi civili che richiede di vegliare tanto sulla propria educazione che su quella delle persone vicine, sulla cortesia, sulle buone maniere, sui buoni costumi e sulla padronanza di sé. I punti principali precisano che ogni massone dev'essere retto, coscienzioso e in buona fede. La durata dell'apprendistato è di almeno sette anni e soltanto giovani di sangue nobile che non soffrano di alcuna infermità psichica possono essere ricevuti 'apprendisti'. Nessun massone può accorrere in auto di un ladro, un assassino o un malfattore, né dargli asilo. I maestri non devono farsi concorrenza e intrattengono tra loro soltanto rapporti fraterni (versi 693-794)." (Irene Mainguy, La massoneria spiegata ai suoi iniziati, Edizioni Mediterranee, Roma 2012)

Analizzando il documento sotto il profilo della storia delle istituzioni medievali, emergono tre nodi concettuali di fondamentale importanza accademica:

  1. La legittimazione mitico-scientifica tramite la Geometria: Il testo fa risalire l'origine dell'Arte muratoria a Euclide in Egitto e ne sancisce la successiva introduzione in Inghilterra sotto il regno del re anglosassone Atelstano (X secolo). Elevando la Geometria al rango di vertice delle Sette Arti Liberali, i costruttori medievali non cercavano solo un perfezionamento tecnico, ma una vera e propria nobilitazione intellettuale e sociale del proprio statuto (Craft), distinguendosi dai mestieri puramente manuali.
  2. La devozione e il legame con la Chiesa: Come evidenziato dalla menzione dei Quattuor Coronati (i quattro scalpellini romani che subirono il martirio sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani) e dalle accurate prescrizioni liturgiche relative alla condotta durante la Messa, la loggia operativa medievale era una realtà intimamente inserita nel tessuto religioso cattolico dell'Inghilterra pre-riformata. La moralità confessionale costituiva la garanzia primaria dell'affidabilità civile della corporazione.
  3. L'ordinamento interno e l'etica corporativa: I quindici "articoli" e i quindici "punti" che normano i rapporti di lavoro anticipano con precisione i doveri di mutua assistenza, il divieto di concorrenza sleale tra maestri e l'obbligo di segretezza. La selezione rigorosa degli apprendisti (di condizione libera, sani nella mente e nel corpo) mirava a preservare l'alto valore economico e l'onorabilità sociale dell'Arte di fronte ai committenti ecclesiastici e nobiliari.

In conclusione, il Manoscritto Regius costituisce uno snodo documentario insostituibile: esso ci consegna l'immagine di un mestiere che, già sul finire del XIV secolo, trascendeva la mera prassi della pietra per farsi custode di un codice etico, civico e spirituale rigoroso, ponendo le premesse concettuali di quello che secoli più tardi si trasformerà nell'ordine speculativo moderno.

Uno scalpellino

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