Per questo equinozio di autunno la Redazione ha deciso di condividere una poesia di Imadaddin Nasimi. Si sa molto poco della sua vita, compreso il suo vero nome. È possibile che discendesse dal profeta islamico Maometto, dal momento che veniva chiamato Sayyid, titolo riservato appunto ai discendenti diretti del Profeta.
Nasimi divenne uno dei sostenitori più autorevoli della dottrina Ḥurūfī e le idee del movimento sono state diffuse in gran parte attraverso la sua poesia. Tra il 1404 e il 1417, come risultato diretto delle sue convinzioni - che sono state considerate blasfeme da parte delle autorità religiose contemporanee - Nasimi fu imprigionato e, secondo la maggior parte delle fonti, scorticato vivo ad Aleppo.
Un certo numero di leggende è nato intorno all'esecuzione di Nasimi, come ad esempio la storia secondo cui aveva preso in giro i suoi carnefici con versi improvvisati e, dopo l'esecuzione, si era posto la sua pelle scuoiata sulle spalle e se ne era andato via.
Ancora oggi la tomba di Nasimi ad Aleppo resta un importante luogo di pellegrinaggio.
Il suo lavoro rappresenta una tappa importante nello sviluppo della poesia, non solo in lingua azera, ma anche nella tradizione poetica delle letteratura turca.
So contenere due mondi, ma il mondo non mi conterrà.
Sono la sostanza, non lo spazio, e la terra non mi conterrà.
Ciò che esisteva, esiste ed esisterà si lascia incarnare in me.
Non chiedermi la spiegazione, vieni solo da me: essa non mi conterrà.
L’universo è il mio principio, la vita tua è il mio inizio.
Conosci pure i segni di cui sono fatto: ma nessuno di loro mi conterrà
Presupponendo e dubitando, mai nessuno trovò la verità,
chi la conobbe lo sa bene che un dubbio non mi conterrà.
Contemplami oltre il mio aspetto e scendi in profondità:
appaio anima e corpo, ma né anima né corpo mi conterrà.
Sono la perla chiusa nella conchiglia, il ponte tra inferno e cielo,
nessun mercato al mondo, sappiatelo, la mia ricchezza conterrà.
Sono il più segreto dei tesori, l’evidenza di tutti i mondi,
la fonte delle gemme, né mare né miniera mi conterrà.
Anche se verrò chiamato grande, io sono Adamo, io sono umano,
fui creato dall’universo – ma questa creazione non mi conterrà.
Tutti i secoli e tutti i tempi sono io, Spirito e mondo sono io,
ma a nessuno pare strano che il mondo non mi conterrà?
Io sono il firmamento, io sono i pianeti, io sono l’Angelo dell’Apocalisse,
tieni la tua bocca chiusa, perché la tua lingua non mi conterrà.
Sono l’atomo di ogni cosa del mondo, sono il sole, sono l’angolo remoto,
osserva il chiaro volto mio, ma sappi: esso non mi conterrà.
Sono l’apparenza e la sostanza, il fiore e il miele al tempo stesso,
il giudizio e l’assoluzione, la bocca silenziosa non mi conterrà.
Un albero in fiamme io sono, un sasso scagliato fino al cielo,
ammira il fuoco che c’è in me, ma il fuoco non mi conterrà.
Un dolce sonno, luna e sole sono io. il respiro e l’anima,
ma persino l’anima e il respiro per intero non mi conterrà.
Sono giovane e sono vecchio, un arco dotato di frecce,
sono il potere e la ricchezza eterna, ma nessun tempo mi conterrà.
Oggi mi chiamate Nasimi, ma io sono un hashimita, un quraysh,
sono meno della mia gloria, ma la mia gloria non mi conterrà.
Imadaddin Nasimi